Ho passato tre giorni a Hong Kong durante il mio RTW, uno stopover prima di raggiungere Sydney. La città è frenetica e piena di energia, tutta quella che mancava a me appena scesa dall’aereo. Ti guardi intorno e ti accorgi che non hai mai visto nessun altro luogo in cui i contrasti abbondano come qui. Mi basta stare 10 minuti ferma nell’atrio della stazione della metro Causeway Bay ad osservare il via vai di gente per capirlo.

Uomini d’affari in doppiopetto Armani fanno la fila per gustare tentacoli di polipo fritti o delle verdure pastellate dai numerosi venditori di street food, eleganti signore griffate Gucci dalla testa ai piedi si muovono con disinvoltura tra le bancarelle dei wet market. Hong Kong è tutto questo e molto di più. Scoprirla significa lasciarsi travolgere dai suoi ritmi, dal rumore e dalle infinite possibilità che offre. Ho messo da parte il mio jet lag, ho recuperato le forze e mi sono avventurata in questo “folle” itinerario. Provate a seguirmi.

1° giorno

Il modo più facile e veloce di raggiungere Hong Kong dall’aeroporto è prendere l’Airport Express che arriva a Central in 24 minuti ed è  collegato agli hotels più importanti da un servizio gratuito di bus.

Iniziamo la nostra “esplorazione” perdendoci tra le bancarelle del Graham Street Market, uno dei più vecchi wet market di Central. Si raggiunge facilmente a piedi da Queen’s Road e quando arrivate preparatevi a farvi largo tra spintoni e il brusio assordante dei venditori di compoy (capesante) o di uova sotto sale che contrattano con i clienti.

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Per raggiungere la più vicina fermata del tram passiamo vicino al Center, un grattacielo di 73 piani a forma di stella che di notte regala un sensazionale spettacolo di luci. I vecchi tram di Hong Kong, quasi tutti a due piani, sono il modo migliore per gustare spettacolari panorami della città. La prossima tappa è il Queen’s Pier dove c’è uno dei migliori posti per mangiare il Dim Sum. Prendendo il tram  verso Admiralty e scendendo all’altezza del grattacielo di vetro e alluminio (alto 179 metri!) che ospita la Hong Kong & Shanghai Bank, percorriamo Jackson Road.

hong_kong_tram È il momento di assaggiare il Dim Sum, il pasto tipico cantonese consumato di solito per il brunch. Uno dei posti migliori per un’autentica “dim sum experience” è sicuramente il City Hall Maxim’s Palace. La sala è molto elegante, il sottofondo è un mix tra il frastuono delle stoviglie e il brusio della gente. Ci accompagnano a uno dei sontuosi tavoli e scopro con molto sollievo che la scelta tra i tantissimi piatti si può fare direttamente dai carrelli che i camerieri spingono freneticamente da una parte all’altra della sala. Vuoi mettere vedere prima quello che mangerai invece di leggerlo (in cinese) sul menù! Dalle ampie vetrate si può godere di fantastiche vedute sul porto. Uno spettacolo!
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2° giorno

Lasciamo Central e ci dirigiamo con la metro verso Tsim Sha Tsui East, il centro turistico di Hong Kong, dove vale la pena fare un salto all’Hong Kong Museum Of History, il passato della città presentato attraverso l’archeologia, la storia naturale e l’etnografia.

Dopo cento anni di dominio inglese l’ Afternoon Tea è una tradizione radicata e sedersi ad un tavolo del Peninsula, il più lussuoso hotel della città, è un’esperienza davvero memorabile. Certo non è esattamente un posto adatto alle mie sneakers. Per bere un drink basta salire al ventottesimo piano, dove c’è il Felix: l’atmosfera è raffinata e dal roof garden la vista è incredibile.

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Ci tuffiamo nel caos di Nathan Road, una delle più affollate vie dello shopping e attenzione ai tantissimi commercianti pronti a truffare i turisti un po’ sprovveduti. Volevo comprare un nuovo obiettivo per la mia reflex ma è meglio lasciar perdere.

Prima di lasciare Kowloon un giro veloce al Temple Street Night Market: potete trovare di tutto, bancarelle di abiti usati, calzature e oggetti per la casa, oltre al delizioso street food.

È il momento di ritornare a Central e non c’è modo migliore che recarsi al Victoria Harbour e salire a bordo dello Star Ferry: durante la breve traversata (9 minuti circa) su una di queste romantiche imbarcazioni potete assistere allo spettacolare show di luci e musica Simphony Of Lights che illumina lo skyline di Hong Kong Island.

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Prendere un taxi è un’altra esperienza imperdibile: ne fermiamo uno e ci facciamo portare a Causeway Bay, dove c’è proprio l’atmosfera della “vera Hong Kong”. Oltre ad essere uno dei quartieri più trendy con una infinita serie di centri commerciali, grandi magazzini, piccole boutique in cui si trova davvero di tutto, è anche una delle maggiori mete gastronomiche di Kowloon.

Lungo Jardine’s Bazaar si trovano moltissimi ristoranti economici che servono piatti della cucina cantonese e del sud-est asiatico. Ci sono anche posti per chi ha uno stile decisamente più lussuoso del mio, tipo Opia, un ristorante superchic che si trova all’interno dello Jia Hotel progettato da Philippe Stark.

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3° giorno

Per allontanarci per un po’ dalla frenesia e dal rumore della città, saliamo con il Peak Tram fino al Victoria Peak, punto più alto e maggiore attrazione turistica dell’isola. La giornata è abbastanza  limpida e il viaggio ci dà modo di osservare dei magnifici panorami di Hong Kong. Guardandola da quassù mi rendo conto di quanto grande sia. Si può scendere in città anche a piedi. Una salutare passeggiata, seguendo un percorso di circa 5 Km per fare ritorno a Central in autobus.

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Visitiamo l’Hong Kong Park, stretto tra svettanti grattacieli, senza dimenticare di percorrere la passerella sospesa a 10 metri da terra dell’enorme voliera, l’Edward Youde Aviary, punto più interessante del parco. Questo parco è stato progettato per sembrare del tutto innaturale: fontane con cascate, un serra e tutta una serie di creazioni artificiali.

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Il tempo scorre via troppo veloce e ho una strana sensazione, vorrei rimanere ancora un po’. Sembra che Hong Kong mi stia trattenendo, come fosse un magnete. Prima di ripartire ancora un po’ di tempo per fare un giro nell’immenso centro commerciale Pacific Place, nel quartiere di Admiralty, una sosta al Café Too e poi un pranzo veloce in uno dei molti ristoranti che servono gustosissimi buffet e cucina internazionale à la carte. Voglio vivere la città fino all’ultimo istante.

Arrivare all’aeroporto pochi minuti prima (anche dopo, a volte) della chiusura dell’imbarco sta diventando un classico dei miei viaggi.  Un’ultima corsa in taxi. Guardo nello specchietto retrovisore le luci di Hong Kong che si dissolvono velocemente. L’Australia ci aspetta. Ce la faremo?

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