Quando ho deciso di partire per il Messico non volevo solo sdraiarmi al sole su una spiaggia bianca. Volevo fare un viaggio alla scoperta dello Yucatàn e dei Maya. A distanza di un po’ di tempo posso dire che è stato proprio come lo avevo immaginato. La bellezza non sta soltanto nei luoghi che abbiamo visitato, ma anche nelle strade polverose e deserte che abbiamo percorso, nelle fermate improvvisate, in quel modo di vivere così lontano dal presente e ancora fortemente legato al passato. In Messico, quando lasci una strada principale ti ritrovi quasi sempre su un sentiero sterrato circondato da piccole abitazioni più simili a capanne che a case. Ti guardi intorno e ti accorgi che è tutto così autentico: i bambini che giocano a piedi nudi, i carretti trainati da cavalli. Sembra che il tempo si sia fermato.

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Cancùn 

Non esiste un viaggio “on the road” senza una macchina all’altezza. Così quando in piena notte arriviamo all’aeroporto di Cancùn la nostra Chevy (una specie di Opel Corsa) presa a noleggio è già pronta per portarci all’hotel dove ci fermeremo qualche ora prima di partire per Mérida. La maggior parte degli hotel di Cancùn si trova su una striscia di terra collegata alla terraferma da due ponti chiamata appunto zona hotelera o Isla Cancùn. Qui ci sono resort, ristoranti, boutique di lusso e casinò. Somiglia molto allo strip di Las Vegas ed è molto lontano dalla mia idea di Messico. Una passeggiata all’alba ci permette di scoprire la bellezza di una spiaggia ancora deserta. Lasciamo Cancùn abbastanza presto e iniziamo il nostro viaggio verso Mérida, 120 km di autostrada senza incontrare una sola automobile, solo la foresta pluviale intorno. L’esperienza più surreale che abbia mai vissuto. Poi ho capito perché. La ruta 180 è un’autostrada a pagamento più o meno parallela ad un’altra strada senza pedaggio che attraversa Valladolid, Chichén Itzà e arriva a Mérida allungando di poco il tragitto.

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Mérida

È la città più importante dello Yucatàn, fondata dai conquistadores nel 1542 sulle rovine di un insediamento Maya. Dopo che ha conosciuto il boom economico all’inizio del ‘900 è diventato un importante centro economico e culturale. Orientarsi in auto è molto semplice: come tutte le città coloniali anche Mérida ha una pianta reticolare che si sviluppa intorno alla piazza principale, Plaza Grande. E poi le strade si chiamano Calle 60, Calle 62, Calle 64 e incrociano Calle 59, Calle 61 e Calle 63. Perdersi è impossibile. La sera Plaza Grande è un vero spettacolo. È sempre piena di gente festante che balla, musicisti, bancarelle che vendono splendidi manufatti dell’artigianato locale come amache e cappelli. Fatevi indicare dalla gente del posto dove comprare un’amaca e preparatevi a lunghe contrattazioni. Io, oltre a un’amaca bellissima mi sono fatta convincere a comprare due cappelli dopo che un simpatico venditore mi ha raccontato una credenza messicana molto affascinante. Nello Yucatàn durante i festeggiamenti di un matrimonio viene versato del vino nel cappello e se la fitta trama riesce a trattenere il liquido gli sposi avranno una vita felice. A due passi dal mercato c’è Casa del Balam, il bellissimo hotel dalla stile stile Art Decò che abbiamo prenotato, uno più antichi del Messico. È arredato con mobili coloniali e all’interno ha un giardino tropicale con piscina. Il rapporto qualità/prezzo è molto buono (70-80 euro a notte) e poi è vicinissimo a Plaza Grande. Una nota positiva per Pancho’s. Questo ristorante che serve piatti della cucina messicana si trova in pieno centro, a metà strada tra Casa del Balam e lo Zocalo. Il locale è molto caratteristico, i camerieri sono vestiti in abiti tipici e la sera è molto suggestivo cenare nel patio ascoltando musica messicana dal vivo.

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Progreso

Non so se alla fine ne vale la pena. Certo è che Progreso è un po’ fuori dalle mete “da sogno” di chi viaggia nello Yucatàn. Questa città portuale si trova 35 km a nord di Mérida. In passato era un importante centro commerciale ma oggi, guardando carretti trainati da muli che trasportano blocchi di ghiaccio, fatico a immaginare quel progresso evocato anche dal nome. Passeggiando sul lungomare si vede il pontile di pietra più lungo del mondo (così dicono!). Tranne durante i week end, in cui molti abitanti di Mérida vengono al mare, a Progreso si incontrano pochi turisti. Potete venire qui anche solo per gustarvi un bel pranzo a base di pesce in uno dei molti ristoranti che si trovano lungo la spiaggia.

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Uxmal e Ruta Puuc

Maya, finalmente! A circa 80 km da Merida, viaggiando verso Sud, c’è Uxmal, il mio primo contatto con ciò che rimane della civiltà Maya e con le “simpatiche” iguane. Le rovine conservate in questo sito sono straordinarie, da non perdere assolutamente. La Piramide dell’Indovino, con i suoi 35 metri d’altezza domina tutte le altre costruzioni. Per evitare ulteriori erosioni non si può più salire in cima. Qualche chilometro a sud di Uxmal, lungo la Ruta Puuc che attraversa un paesaggio collinare, ci sono altri siti Maya di grande interesse come Kabah, Sayil, Xlapak e Labnà. Percorrere questa strada è stata un’esperienza bellissima. Uno: le colline nell’infinita pianura dello Yucatàn sono una rarità. Due: è sorprendente scorgere i resti degli insediamenti della civiltà Maya immersi nella natura più selvaggia, accessibili a tutti, senza barriere.

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Chichén Itzá

Ho rischiato seriamente di rimanere seduta in cima a El Castillo per il resto della mia vita. Quando arrivo a Chichén Itzá, il sito archeologico maya più conosciuto dello Yucatán, mi trovo davanti questa grandiosa piramide alta 24 metri. Non posso certo rimanere a guardarla. La voglia di salire è troppo forte e così, senza pensarci troppo, “scalo” abbastanza velocemente i 91 gradini della scalinata ovest. Quando mi giro guardo in basso terrorizzata. La piramide ha un’inclinazione di 45°. Decido di non voler scendere più da lì.  Intanto mi godo il panorama, che toglie letteralmente il fiato: la verde foresta pluviale che si estende all’infinito. Comunque alla fine mi sono fatta coraggio e sono scesa. Mi è rimasta la sensazione di aver fatto qualcosa di unico, un’esperienza molto emozionante. E sicuramente irripetibile dal momento che non è più possibile salire sulla piramide. Non potete visitare lo Yucatàn senza fermarvi qui.  Oltre ad essere nominato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, il sito archeologico di Chichén Itzà è stato inserito nelle “Nuove sette meraviglie del mondo“. La zona archeologica comprende altre rovine delle antiche costruzioni maya conservate abbastanza bene: il campo per il gioco della “pelota”, El Caracol (l’osservatorio astronomico), il Tempio dei Guerrieri e un Sacro Cenote, luogo di culto del Dio Chac usato anche per sacrifici umani. Continuo a pensare che in questo posto c’è qualcosa di magico, misterioso. Ti guardi intorno e vedi solo rovine circondate dalla giungla eppure riesci a sentire la grandezza della Civiltà Maya. Il nostro viaggio prosegue verso Tulum, percorrendo la statale 180 che da Mérida attraversa Chichén Itzà passando per Valladolid.

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Tulum

Quando arriviamo a Tulum è pomeriggio tardi. Il caldo e l’umidità sono insopportabili. Ma la bellezza di questo posto rende tutto estremamente piacevole. Tulum infatti è l’unico sito archeologico che si trova sul mare, su una delle spiagge più belle di tutta la Riviera Maya, nello stato di Quintana Roo. El Castillo, la costruzione più importante di tutto il sito archeologico, si trova su una scogliera a picco su una spiaggia dalla sabbia bianchissima.

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Playa del Carmen

A 60 km a nord di Tulum c’è Playa del Carmen che abbiamo scelto per qualche giorno di relax. Di quelli palma-amaca-cocco-mare e basta. Ho un bel ricordo di questo posto, ovvio! L’atmosfera è molto rilassata e hippy. La strada principale, la Quinta Avenida, è interamente pedonale e parallela alla spiaggia. Qui ci sono tantissimi ottimi ristoranti, tropical bar, piccoli hotel boutique, negozi di ogni tipo. Qui avevamo prenotato  un hotel ma appena arrivati alla reception ci comunicano che la nostra stanza è in un altro a pochi passi da lì. Ci abbiamo dormito una notte ma non ero proprio convinta.  Non so come ci siamo fatti annullare la prenotazione e ci siamo ritrovati con un trolley sulla bianchissima spiaggia di Playa del Carmen (e immaginatelo un trolley sulla sabbia!) a cercare una sistemazione che ci piacesse di più. Siamo stati fortunati a trovare subito posto nel bellissimo Las Palapas, una serie di bungalows sulla spiaggia con patio e amaca, niente di lussuoso ed eccessivamente costoso. Il mare è una meraviglia: acqua cristallina e sabbia bianca finissima. Un vero paradiso. Dal molo di Playa del Carmen partono i traghetti per l’isla de Cozumel, il posto perfetto per immergersi alla scoperta delle meraviglie del Mar dei Caraibi.

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2 Comments

  1. È esattamente come immagino il Mexico! Un’avventura incredibile! Grazie per condividere tutte queste perle!

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