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Vi voglio raccontare perché ricorderò per molto tempo questo viaggio a Valencia. Di motivi ne ho tanti. Uno: è la prima volta che ho viaggiato con mio figlio, quindi Valencia rimarrà per sempre il suo primo viaggio. Due: il cibo. Qui si mangia a tutte le ore del giorno e, soprattutto, della notte. Non ci sono limiti. Tutto quello che volete, quando volete. Tre: la città è vivibilissima, tutto è raggiungibile a piedi o al massimo noleggiando una bici, e quindi è perfetta per essere girata con bimbo al seguito. E poi c’è il mare con delle spiagge bellissime, lunghe chilometri, e quell’aria schietta che fa sempre primavera. Negli ultimi dieci anni la città è esplosa ed è diventata una delle mete turistiche più trendy d’Europa.

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Il merito di tutto questo è di quel genio di Santiago Calatrava, che con i suoi straordinari progetti ne ha stravolto l’aspetto urbanistico. Il centro di Valencia è molto raccolto: una volta arrivati in città dall’aeroporto ci spostiamo quasi sempre a piedi, con qualche eccezione. È inutile fare qualsiasi tipo di abbonamento ai mezzi pubblici. Perdersi tra i vicoli della città vecchia è un’esperienza esilarante, per gli occhi e per il palato.

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La nostra esplorazione inizia con un giro al Mercado Central, una stupenda struttura modernista in cui ci sono bancarelle di frutta, verdura, pesce, pane, spezie e altre prelibatezze della gastronomia spagnola come il buonissimo jamon serrano. L’idea migliore è stata comprarne un po’ per preparare dos bocadillos. Vicino alla Plaza del Mercado c’è la Lonja de la seda, l’antica borsa delle contrattazioni in stile gotico, patrimonio dell’Umanità per l’Unesco.

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Uno dei monumenti più famosi della città, impossibile non visitarlo. Arrivati a Plaza de la Reina ci incamminiamo lungo la strada che costeggia la cattedrale. Qui c’è il campanile del Miguelet da cui si ha una vista spettacolare della città. Da Plaza de la Virgen (che si trova più a nord di Plaza de la Reina) ci addentriamo nel Barrio del Carmen, seguendo calle de Caballeros. Di giorno c’è una calma quasi irreale ma la sera si trasforma e mi sembra di essere in un luogo del tutto diverso. Con i suoi locali, caffé, ristoranti la Carmé (come la chiamano qui) è il cuore della movida valenciana. A me piace molto sedermi e osservare le persone che passano. Il posto perfetto è un tavolo del Sant Jaume, un bar molto carino dalla posizione strategica (calle de Caballeros, 51).

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A Valencia ci sono tanti musei interessanti: il Museo de Bellas Artes, l’Ivam, l’istituto valenciano di arte moderna si trovano nella parte nord del centro storico. In questa zona c’è anche il Bioparc, un innovativo zoo dove l’assenza di barriere dà l’impressione di passeggiare nella savana (più o meno, dai!). E poi c’è questo posto fantastico e sorprendente che è la Ciudad de las Artes y de la Ciencias. Dal centro della città si raggiunge facilmente facendo una passeggiata lungo i Jardines del Turia (il parco che si estende per 9 km dove prima c’era il letto del fiume). Avevo visto delle foto ma mi ha fatto uno strano effetto scorgere questa serie di mirabolanti immagini dal vivo: un enorme occhio spalancato, l’Hemisferic, lo scheletro di una balena, il Museo de la Ciencia. Abbiamo visitato il Museo de la Ciencia, ma merita un post a parte così come la visita all’Oceanogràfic, il più grande parco naturale d’Europa in cui si possono vedere diversi ecosistemi marini del pianeta.

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C’è un’esperienza tutta valenciana che fareste bene a vivere anche voi: mangiare una paella in uno dei tanti ristoranti che si susseguono lungo il paseo maritimo a Las Arenas, raggiungibile dal centro della città con poche fermate di metro. La spiaggia è immensa, la sabbia brillante, si fatica a scorgere la riva tanto è lunga.

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Qui l’atmosfera è proprio rilassante e quando ritorniamo “in città” la bella Plaza de Ayuntamiento sembra ancora più trafficata. La piazza è dominata, da un lato, dal bellissimo palazzo che ospita il municipio di Valencia e dall’altro le poste centrali. Lo shopping in questa parte della città è un’altra esperienza irrinunciabile: sull’affollata Calle de Colòn, la via principale dello shopping, ci sono negozi delle catene spagnole ed eleganti boutique. Mentre nelle strade più interne del centro storico si trovano i negozi tipici, gallerie d’arte e locali caratteristici come la Horchaterìa de Santa Catalina, dove si può gustare l’horchata, bevanda dolce e opaca che sa di mandorla e i fortones, dolci dalla forma allungata tipici di Valencia. Una colazione così non capita tutti i giorni, niente a che vedere con Starbucks, per intenderci.

fortones

Poi c’è un posto in cui ho passato molto tempo durante questo viaggio a Valencia. Si chiama Sagardì ed è uno di quei locali in cui staresti seduto per ore solo per il gusto di scegliere ogni volta tra quell’infinità di pinchos e tapas esposti sul bancone. Ve l’avevo detto che a Valencia si mangia così, spizzicando qua e là. Tra i locali che ho amato molto c’è anche Cien Montaditos, che si trova proprio su Plaza de la Reina. Qui si sceglie tra ben 100 ripieni per farcire i montaditos (piccoli panini).

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2 Comments

  1. Concordo, città stupenda…ci sono andato qualche anno fa per le vacanze dell’Epifania…15 gradi mentre qui faceva -2!

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