Last Updated on 8 Settembre 2020 by onelifeintravel

Passeggiare tra le vie del Ghetto Ebraico di Roma è come essere sospesi in una dimensione senza tempo. Una visita al ghetto è un’esperienza intensa, da fare assolutamente se siete nella Capitale. La sua storia è triste e controversa ed è per questo che il Ghetto è un luogo pieno di fascino e suggestione, difficilmente troverete un quartiere più autentico. Perdersi tra le sue stradine silenziose vi farà dimenticare molto presto di essere nella caotica e trafficata Roma.

Iniziate la vostra passeggiata lasciandovi alle spalle l’isola Tiberina: vi ritroverete in via del Portico di Ottavia, la strada più animata e popolare del quartiere. Qui si trova l’area archeologica del Teatro di Marcello che, insieme a quel che rimane del Portico di Ottavia e alla Sinagoga, è il sito di maggior interesse della zona. 

Per immergervi totalmente nella magia del Ghetto vi consiglio di cercare un alloggio nel quartiere.

Camminando verso nord vi ritroverete in una stradina stretta e angusta: è via della Reginella, una delle strade più affascinanti del ghetto. Questa strada che collega via del Portico di Ottavia e Piazza Mattei dove si trova la Fontana delle Tartarughe, una delle fontane più belle di Roma. Da non perdere ci sono inoltre la Chiesa di Sant’Angelo in Pescheria, ricavata all’interno dell’antico mercato del pesce sui resti del Portico d’Ottavia. 

Altre strade molto suggestive sono via di Sant’Ambrogio e via del Tempio con scorci perfetti da fotografare. Proprio in via di Sant’Ambrogio al civico 17 c’è l’hammam Acquamadre: entrare qui significa lasciarsi tutto ciò che vi stressa alle spalle per ritrovare equilibrio e quiete. La struttura ricorda quella delle Thermae dell’Antica Roma e il percorso prevede il susseguirsi di diverse stanze, dalla più calda alla più fredda.

Nella prima, l’apodyterium o spogliatoio dell’hammam, ci si spoglia di ogni cosa e ci si prepara ad un momento di ascolto profondo del proprio corpo, di abbandono e di meditazione. Poi si entra nel tepidarium (36°) dove ci si massaggia per aggiungere ai benefici dell’acqua quelli del sapone nero all’olio d’oliva che rende la pelle morbida e luminosa. Si entra poi nel calidarium (45°- umidità 100%) dove avviene il vero e proprio “bagno di vapore”. Al termine un gommage servirà a liberare la pelle dalle impurità, tutto il corpo verrà dunque frizionato energicamente con il guanto tradizionale e lavato. Si passa all’ultima stanza: il frigidarium. Qui ci immergiamo in una vasca d’acqua a 28° che restringerà tutti i pori, tonificando la muscolatura. Prima di tornare alla realtà, c’è una sosta nella sala relax che aiuterà a ritornare, lentamente, sorseggiando un tè, ai ritmi e ai suoni del “mondo di fuori”.

Una passeggiata nel Ghetto Ebraico di Roma è anche un viaggio gastronomico nel mondo dei sapori autentici della cucina kosher. Uno degli indirizzi cult è Boccione, una vecchia pasticceria ebraica senza insegne e decori che sforna dolci tipici come amaretti, biscotti alle mandorle, mostaccioli. Questo posto è diventato così leggendario che i suoi clienti arrivano da ogni parte del mondo per assaggiare i bruscolini tostati, la torta di ricotta e visciole e la “pizza da beridde”, un particolarissimo dolce tipico della tradizione giudaico-romanesca fatto con uvetta, pinoli, nocciole e frutta candita. 

Lungo Via del Portico c’è Kosher Delight, un piccolo “deli” dove fare acquisti secondo le regole alimentari stabilite dalla TorahCi sono molti ristoranti in cui degustare i piatti della tradizione giudaico-romana; uno di questi è Nonna Betta che vi consiglio per assaggiare i deliziosi carciofi alla giudia.

Forse a Roma non troverete un altro posto con la stessa atmosfera del Ghetto Ebraico. Tutto quello che vedete, che assaggiate, che “annusate” lo ricorderete per la sua autenticità e per la sua unicità. Andrete via con la sensazione di aver visitato uno degli angoli più affascinanti della Città Eterna.

Post in collaborazione con Hotels.com

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